února 8, 2012 Zaregistrovat se Přihlásit se
 
 2012 Day After Italy2012 Le Cinque ere dei Maya     English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
 
 
2012 Le 5 ere dei Maya e la fine dell’era dell’Oro
Come abbiamo visto, in sede di analisi del calendario del Lungo Compito,   secondo i Maya, il “tempo del mondo” era costituito da cinque ere cosmiche composte ognuna da 5.125 anni pari a 13 Baktun, pari a loro volta a 1.872.000 giorni.   Secondo i Maya ogni era cosmica composta da 5.125 anni ha visto l’ascesa ed il declino di una razza. Sono trascorse l’era dell’acqua, dell’aria, del fuoco e della terra, l’ultima, la quinta era è chiamata dell’oro. In questa ultima era vivevano gli Egizi, i Greci, i Romani, Maya ed adesso viviamo noi. Per il computo del calendario Maya l’era dell’oro è l’ultima ed è iniziata come abbiamo visto il 13.08.3113 a.C. ed avrà termine il 21.12.2012.   In altri termini i Maya ci tramandano in eredità una serie in informazioni,   a dir poco, enigmatiche ma che si adattano a fungere da risposte o almeno da indizi a quelle domande che ogni essere umano si pone prima o poi nell’arco della propria esistenza. 
 
 
Se cinque solo le ere cosmiche, se ad ognuna di essa è corrisposta una civiltà forse lo stesso mistero di Atlantide verrebbe svelato. Secondo alcuni studiosi Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali e  la prima civiltà  quella distrutta  dall’Acqua fosse proprio Atlantide. Nel Popol Vuh dei Maya Quiché, si legge: "un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo... una pesante resina cadde dal cielo.. la faccia della terra si oscurò,  e una nera pioggia cadde su di essa, notte e giorno". Secondo i ricercatori Maurice Cotterell e Adrian Gilbert,i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici, descritti dallo storico Immanuel Velikvosky nel suo libro Earth in Upheaval, “...un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti... La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e spaccature immani. I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno... Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro. Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo...”
 
 
Velikovsky , oltre a ricalcare le leggende Maya, espone scientificamente le profezie del monaco Basilio Cotterell, in base ai suoi studi sull’attività delle macchie solari e sul calendario Maya, ha concluso che la profezia relativa alla fine della quinta Era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista per il 2012. Alcuni studiosi americani affermano che la civiltà Maya fu distrutta da calamità naturali, quali l’improvviso innalzamento della temperatura terrestre. E secondo loro tali fenomeni sono ciclici. Come abbiamo esaminato, per i Maya tali eventi sarebbero previsti per il 2012.  Forse fu proprio uno spostamento dell’asse terrestre che fece scomparire la civiltà Maya. Ad avvalorare tale profezia, anche se indirettamente, è il dossier presentato dal Pentagono nel 2003 in cui per il 2020 si prevedono immani catastrofi che sconvolgerebbero il pianeta, provocate dall’aumento della temperatura.  Secondo recenti studi, tutto lascia credere che ciclicamente la terra subisce una specie di reset, per dare inizio ad una nuova era.  Secondo alcuni studiosi siamo prossimi a tale traguardo.
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