L'eredità degli antichi popoli e la precessione degli equinozi
Un messaggio che arriva da un lontano passato
di Giorgio Terzoli
dal libro: "2012: l'ultimo mistero dei Maya"
Per quale motivo varie antiche civiltà, distanti geograficamente, cercano di indicarci una stessa precisa epoca di riferimento, attraverso la collocazione di mastodontici monumenti, allineati astronomicamente ed inserendo in tutta la mitologia i numeri chiave per comprendere e calcolare la precessione degli equinozi?
Esiste un messaggio che queste antiche popolazioni volevano tramandare alle generazioni future?
Sicuramente era qualcosa di straordinaria importanza per spingere questi uomini a simili imprese.
Osservazioni astronomiche così accurate potrebbero aver portato a conoscenza di qualche terribile segreto i nostri incredibili antenati. Segnali di calamità spesso ricorrenti sono ben noti, basti pensare ai 520 miti riguardanti il diluvio universale, estinzioni di massa, glaciazioni sembrerebbero avvalorare questa ipotesi.
Il messaggio nascosto nella pietra dai nostri antenati, i disperati tentativi di comunicare qualcosa d’importante attraverso simbologie e miti, strumenti idonei a cavalcare le ali del tempo, sembrano suggerirci tale interpretazione.
Partendo dalle scoperte del professor De Santillana, di Robert Bauval , Graham Hancock e tanti altri studiosi non appartenenti alla ortodossia scientifica, sono riuscito a decodificare questo importante messaggio e la cosa più sorprendente e’ stata quella di accorgermi che questo messaggio era ben vivo a partire dal medio-evo fino ad arrivare all’inizio del nostro secolo.
Possa la nostra civiltà fare buon uso di questo grande segno di amore e saggezza che arriva dal profondo passato.