LOST – Misteri e giochi psicologici sospesi nel tempo
února 8, 2012 Zaregistrovat se Přihlásit se
 
 

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LOST – Misteri e giochi psicologici sospesi nel tempo
Il fortunato serial americano continua a generare fans e appassionati i quali, numerosi, attendono con fervore e suspance la sesta ed ultima serie. Lo strepitoso successo conquistato abbraccia tutti gli elementi di cui una serie televisiva deve avvalersi ma che spesso non riesce a soddisfare nella totalità: le scenografie, realizzate tutte nell’isola hawaiana di Oahu in grado di tuffarci in contesti spazio-temporali disparati; la fitta narrazione strutturata in schemi ben precisi composti di una trama orizzontale, verticale e trasversalmente coincidenti con gradualità nei passaggi tra passato e futuro; ma soprattutto i personaggi, le loro storie in un gioco di interessanti e appassionati intrecci emotivi, i loro nomi implicitamente riferiti ad una cultura filosofica, scientifica, ma anche letteraria e religiosa; i sogni e le visioni nonché i diversi temi affrontati che appaiono ragionevolmente come le chiavi di accesso alla soluzione finale (rapporto padre-figlio, la redenzione, l’uomo in continuo conflitto tra bene e male, ma anche la malattia inflitta e soprattutto i numeri dell’immaginaria formula del matematico Valenzetti in grado di stabilire temporalmente la fine dell’umanità).
 
 
Ogni personaggio appare come risucchiato dall’isola che in qualche modo ne cambia il destino segnato e spiritualmente già “perso”, privo di energia, e lo trasforma in una macchina umana pronta alla sopravvivenza attraverso la lotta, il ragionamento ma anche l’istinto. 
 
 
Ragione e sentimento o scienza e fede sono altre due importanti chiavi incarnate nelle figure principali di un medico (uomo di scienza) e un mistico benevolo (uomo di fede) che si alternano nella conduzione del gruppo oscillante tra le mosse razionali e logiche dell’uno e quelle istintive dell’altro. L’emblema umano raffigurato all’interno di una cornice magnifica, perfetto connubio natura-tecnologia, che fa sognare lo spettatore fino allo spaesamento ed al timore generato dalla comparsa di metafisiche presenze ed umane, ma non meno temibili, forze sconosciute. Lo struggente e a volte perverso rapporto tra scienza e fede è continuamente illustrato ancor prima della comparsa degli scienziati veri che, scoprendo l’isola, ne fanno luogo di esperimenti e di tesori da tutelare i quali, forse, nel gran finale usciranno fuori ad illuminare gli spettatori confermando o negando le loro personali congetture. Ma anche tutti i misteri della vita e del mondo sono proiettati in Lost con una naturalezza in cui ci si perde tra baci rubati, rapimenti ed elettromagnetismo e in cui ogni elemento sembra assumere un significato allegorico della vita dell’uomo e della sua continua battaglia per salvaguardarsi dalla morte e dal male senza farsi mancare il piacere di vivere emozioni semplici espresse e generate dall’amore o dall’amicizia.
 

 

 
Non manca davvero niente nella serie americana più famosa in tutto il mondo, ogni criptcicità, dal sapore apocalittico o fantascientifico e parapsicologico, si immette come un tassello nel puzzle dell’isola: visioni di morti, dialoghi con gli spiriti, la fine del mondo, la smaterializzazione di cose e persone, mostri senza volto, viaggi nel tempo e dicotomia continua tra fato e libero arbitrio.

I lostes sono predestinati entro un disegno oppure hanno le capacità di cambiare gli avvenimenti attraverso le loro azioni? Forse questo è il mistero più grande cui siamo destinati. 
Per Lost sarà possibile scoprirlo a febbraio 2010.

Vittoria Citarelli

 
 
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