2012: ULTIMI RINTOCCHI DI UMANITA’ E POESIA
“Ho levato un ricordo cha ha più vita del bronzo, più alto del regale riposo delle piramidi; e non lo distruggerà la pioggia che consuma, il folle vento, l’eterna catena degli anni, la fuga del tempo. Non sarà vera fine, molto di me si salverà da morte…” (Orazio, da Odi ed Epodi)
Così il poeta Orazio afferma la forza e l’eternità del poeta e della poesia, anche dinanzi al passare del tempo e di tutti gli eventi naturali. Ma tale convinzione sarebbe rimasta nel suo animo, se avesse saputo della fine del calendario dei Maya? Se nel 2012 finisse davvero questo mondo, si salverebbe la poesia? Nelle ipotesi più terribili, ci sarebbero terremoti o guerre o ancora pestilenze o peggio ancora piogge letali di meteoriti dallo spazio.