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Il calendario Maya

Come tutte le civiltà presenti, passate e future, i Maya, antico popolo che abitava gli stati attuali del Guatemala, dell’Honduras britannico, del Messico sud-orientale e dello Yucatan fin dal secondo millennio a.C., erano ossessionati dal trascorrere del tempo. L’intero territorio dei Maya, con le sue centinaia città di pietra può essere considerato come un enorme monumento al tempo. Le mura, i templi, le case, persino gli utensili da cucina portavano impressa la data in cui erano stati creati.

Il terrore per il tempo che trascorre fa cadere l’uomo nella vana illusione di poterlo controllare attraverso un calendario. Innumerevoli sono stati i tentativi di creare un calendario che riproducesse alla perfezione l’incedere del tempo. Il calendario greco, fino a Eratostene, era totalmente inadeguato. Si basava sull’apparizione dei due primi quarti di Luna, ma tra le varie città stato non c’era un preciso accordo sul periodo di inserimento del mese intercalato che faceva corrispondere l’anno lunare con quello solare. La stessa cosa si può dire per il calendario dei Romani, fino a che Giulio Cesare non vi mise ordine, istituendo l’uso dell’anno bisestile. Gli Egiziani dopo il 3000 a.C. adottarono un calendario lunare e crearono tre stagioni: inondazione, semina e raccolto. Il calendario degli Ebrei era anch’esso lunare con una settimana di sei giorni più il Sabbath.

 

 
 

I Maya possedevano ben tre calendari, che permetteva loro di inserire ogni singolo giorno dell’anno in una pluralità di riferimenti cronologici, di designarlo con un glifo e di attribuirgli una specifica divinità patrona. Tutta l’esistenza dei Maya era basata su questa ossessiva rete cronologica e anche le attività più quotidiane erano organizzate in base ad essa. Cerchiamo ora di riassumere il funzionamento dei tre calendari Maya:

 

1- Calendario Haab

Il calendario Haab prevedeva un anno (Tun) composto da diciotto mesi (Unial) di venti giorni (Kin) ciascuno - il venti è la base del sistema numerico Maya - creando così un anno di 360 giorni. A questi veniva aggiunto un periodo finale di 5 giorni, chiamato Uayeb e considerati un periodo nefasto, e una correzione periodica per tener conto della differenza di un quarto di un giorno rispetto al calendario astronomico.

 

1 Kin = 1 giorno

360 Kin = 1 Tun

20 Tun = 1 Katun

13 Katun = 1 Bakatun

 

 
 

2- Calendario Tzolkin

Il calendario Tzolkin consisteva, invece, in un anno di 260 giorni, diviso in venti mesi di 13 giorni ciascuno. Questa suddivisione del tempo, in uso anche presso i popoli vicini come gli Atzechi e i Toltechi, non ha nessun legame con le ricorrenze naturali.

Ogni giorno del calendario Haab e del calendario Tzolkin avevano un nome ed un numero ben precisi e la coincidenza di un determinato giorno Haab con un dato giorno Tzolkin si verificava ogni 18.980 giorni, cioè ogni 52 anni Haab. Questo periodo di 52 anni, minimo comune multiplo tra i due calendari, era detto secolo o “corso del calendario”.

 

1 secolo = 18.980 kin = 52 anni Haab = 73 anni Tzolkin

 

3- Lungo computo

Il “lungo computo” o “lungo conto” calcolava invece il numero dei giorni a partire della data mitica del 4 Ahau 8 Cumhu che nel calendario gregoriano corrisponde al 11 agosto 3114 a.C., data in cui, secondo la concezione ciclica del tempo elaborata dai Maya, il mondo sarebbe stato ricreato la quinta volta dopo quattro creazioni e quattro apocalittiche distruzioni. Il ciclo cosmico dalla creazione alla successiva distruzione durerebbe 13 Baktun, (1872000 Kin) corrispondenti a 5.200 anni Tun e a 7200 anni
 

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