maggio 19, 2012 Registrazione Login
 
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Piccola nota sulle profezie

 

Profezia: predizione infallibile di eventi futuri derivante da ispirazione divina […] predizione fondata su intuizione personale o dedotta dall’applicazione di tecniche magiche e divinatorie […]

 

Dal dizionario De Mauro

 

Profezia: affermazione che prevede il futuro […] c'è una differenza tra profezia e previsione: una previsione ha alla base un processo logico, mentre una profezia non è legata al ragionamento, ma alla supposta chiaroveggenza di chi se ne fa portatore, oppure, in senso più lato, alla capacità pragmatica del "profeta" di evocare gli avvenimenti storici da lui voluti influenzando così il futuro. In quest'ultimo senso, il termine "profezia" si applica a filosofi come Emerson e Nietzsche.

 

Da Wikipedia

 

 

 
 

 
 

Le profezie sono una costante comune a tutte le civiltà umane, dalle più primitive alle più evolute. Il contenuto spaventoso o comunque più o meno catastrofico è il comun denominatore. Solo ultimamente possiamo rintracciare versioni ottimiste, tuttavia quasi sempre leggendo tra le righe di qualche orrore o sciagura. Per questo le profezie furono spesso interpretate dai sociologi come strumento del potere volto ad assicurare l’obbedienza delle folle (sudditi o cittadini). Un po’ come la persuasione della pubblicità “allarmista” o terrificante, quella espressa attraverso immagini inquietanti che mostrano come saremmo senza un dato prodotto o cosa succederebbe in conseguenza di un comportamento “deviante” o poco attento (pubb. sociale, in questo caso).

Solo recentemente sembra che intorno alle profezie vi si affaccino studiosi “più seri” che tentano di rintracciare quel filo tra predizioni primordiali e quelle più moderne, un filo che a volte nelle opere analitiche sembra spezzarsi e ricongiungersi, mentre è apparentemente fitto e limpidissimo in altre. Il fatto è che il mistero rimane e deve rimanere perché, con il tempo, è uscita una diversa funzione delle profezie, magari si sono allontanate dal sistema della politica e del potere in genere (e qui, parentesi obbligatoria,  viene da pensare che la motivazione vada rintracciata nella crescita della capacità del popolo” ad elaborare in modo critico ed attivo messaggi e messaggeri grazie ad un assorbimento di cultura superiore rispetto al passato; trattasi di un’illusione, perché il potere in questione oggi non ha mica bisogno delle profezie perché è molto più semplice elargire messaggi con metodi comunicativi “speciali” e distribuiti dai media) ma hanno attecchito in maniera sopraffina la sfera del commercio (vi è poi così tanta distanza con il potere?): trasmissioni televisive, programmi radiofonici, editoria, internet. Il finale, come è noto, è la chiusura del libro, il cambio di canale, perché non vi è ragione di acquistare un puzzle già bello e pronto.

 
 
 

Potrebbe essere questo il motivo per cui le profezie fanno ancora tanto gola? Il target spesso è mondiale, comprende entrambi i generi sessuali, ogni tipo di ceto sociale e tutte le fasce di età iniziando dalla capacità di comprensione orale. E’ forse questo il mistero del mistero? Il motivo per cui scienziati, accademici, dotti, intellettuali, semplici studiosi appassionati, vedono soltanto una parte del tutto e sciolgono e aggrovigliano la matassa alla Penelope? Oppure è il motivo per cui gli strumenti di informazione e trasmissione decidono di rivelare e contraddire, di affermare e negare?

Ogni profeta, folgorato, visionario o dotato di un’intelligenza superiore, è vissuto nel suo tempo, così come gli studi, le interpretazioni e le loro divulgazioni hanno sempre concesso il massimo interesse alla propria epoca ed al proprio paese.

 

Da Vittoria Citarelli

 
 
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